APRITE QUELLA PORTA !

Nel post https://www.micheleboscaro.com/il-dubbio-significato-degli-obiettivi/ abbiamo scoperto la grande differenza fra obiettivi di scopo e di percorso, ma come è possibile raggiungere quello che si desidera (scopo) se molte volte non ne siamo consapevoli? Anche se quasi sempre ci rendiamo conto che qualcosa non va, non riusciamo però a concentrarci su ciò che vorremmo e talvolta neanche riusciamo a immaginarlo.

Un bambino, in particolare in età prescolare, sa sempre quello che vuole, sa sempre dove ora si trova e dove vuole arrivare: sa che si trova in cucina e che vuole mangiare la marmellata e se non ha una via diretta per farlo, se a esempio un genitore gli dice di no, trova sicuramente e spontaneamente qualche soluzione creativa di cui nemmeno si rende conto, una di quelle soluzioni per cui i genitori, trovandolo con le dita nella marmellata spesso poi finisco per dire: “quanto è furbo e intelligente il mio bambino!”

Poi il bimbo comincia a crescere e, per trovare compromessi con il mondo che lo circonda: società, scuola, genitori, ecc. comincia a ridefinire i suoi obiettivi, anziché andare da A (dove si trova) a B (dove VUOLE andare) si focalizza su C (dove DEVE andare; ovvero dove pensa di dover andare accettando il compromesso).

Per il mondo che lo circonda ha fatto un grande balzo evolutivo: è finalmente CONSAPEVOLE… sicuramente della sua insoddisfazione, perché a quel punto la marmellata non l’ha ancora ottenuta! E se proprio la vuole accetterà un altro obiettivo di compromesso, un altro obiettivo di percorso che probabilmente non gli farà ancora raggiungere lo scopo. Ma grazie alla sua forte tempra di “persona che ha imparato a vivere nel mondo”, con grande soddisfazione di genitori, parenti e amici anche lui comincerà a credere che quel che DEVE coincida con quello che VUOLE e, da adulto si troverà a vivere e a gestire tutte le proprie azioni nei confini del CERCHIO DEL DEVO.

Avrà la sensazione che qualcosa non funzioni, che vorrebbe ancora arrivare al suo vero obiettivo finale ma non ricorda neanche più cosa sia esattamente quello scopo, tanto si è sfumato nello sforzo quotidiano delle azioni del devo. E allora per avere soddisfazioni aumenta ancor di più la quantità di azioni nel cerchio, ma nulla cambia veramente e gli rimane sempre un senso di incompletezza.

COME ROMPERE I CONFINI DEL CERCHIO?

C’è un unico modo: dire anzi, DIRE A SE STESSI LA VERITA’ SU TUTTO: i propri sogni, le proprie aspettative, i propri lavori, le proprie relazioni.

Ma non basta conoscere questo stratagemma, averlo scoperto in qualche manuale o in questo post: bisogna dirsi la verità ad alta voce, viverla concretamente, comportarci di conseguenza abbandonando le abitudini che ci hanno costretto nel cerchio, incluse quelle apparentemente più banali. Ed è la parte più difficile perché non vediamo ancora cosa c’è al di fuori del cerchio e non lo vedremo finché non apriremo realmente la porta. La possibilità di fare anche questo viaggio si concentra nell’aprire la porta, se non lo si fa non si va da nessuna parte. E’ una sensazione che può anche essere spaventosa perché spesso non avremo elementi per giustificare le nostre nuove scelte agli altri ma anche a noi stessi, né tantomeno potremo essere certi di avere un piano con un risultato sicuro.

Ed è proprio nel momento in cui avremo aperto la nostra porta che avremo quindi più bisogno di una guida, di un metodo, di una mappa e di un percorso che ci aiuti a vedere di nuovo chiaramente il nostro vero obiettivo di scopo e a non perderci nel cammino. Non c’è un unico metodo e soprattutto ognuno dovrà trovare e adattare gli strumenti più coerenti con i propri tratti di personalità, perché per arrivare alla meta di un viaggio nel Mondo Nuovo (terra dei miracoli; terra del cambiamento) più siamo abili nel maneggiare gli arnesi e le armi di cui ci dotiamo e maggiore sarà la probabilità di successo.

Menu