VOGLIO VERAMENTE LA MARMELLATA?

Ho proprio deciso: mi attira il colore intenso, sento il click del coperchio che si apre, ne apprezzo il profumo, pregusto il sapore e ho l’acquolina in bocca… e nonostante tutto non sono ancora pienamente convinto di riuscire a ottenerla, la marmellata!

Qualche giorno fa ero in un’azienda che chiamava al cambiamento, un vero cambiamento, la sua rete commerciale: la sfida è alta, una di quelle che chiedono a tutti, e soprattutto a chi non è all’inizio della carriera, di mettere in discussioni le abitudini e le certezze che hanno fino a oggi portato a risultati ma che vacillano e in qualche caso crollano rumorosamente nella nuova realtà di mercato.

Il desiderio e il senso di urgenza di ritornare ai numeri, ai successi del recente passato erano alle stelle e l’entusiasmo per far parte di questa nuova impresa era con forza dichiarato da tutti all’imprenditore, ma la voce di Paolo mi è arrivata, quasi sussurrata, fra le altre:

Paolo: “Capisco che devo cambiare e crescere!”

Quel CAPISCO e quel DEVO mi hanno scoperchiato la pentola delle emozioni di Paolo: da un lato spinto all’azione dall’entusiasmo del gruppo e dell’altro a confrontarsi con tutte le fatiche fatte in passato ogni volta che aveva affrontato un cambiamento importante nella sua vita professionale e, probabilmente, anche personale.

Io: “E allora, Paolo, DEVI o VUOI cambiare?”

Paolo: “Ho una famiglia, ho delle responsabilità, anche verso l’azienda! Quindi DEVO”

Io: “Apprezzo il tuo senso del dovere, Paolo, e quindi devi farlo in questa azienda?”

Paolo: (spiazzato dalla modalità così diretta e inaspettata) “Mmmmmm…”

Io: “Grazie Paolo per la tua sincerità. E voi altri qui presenti, condividete lo stesso senso del dovere di Paolo?”

Gli altri: (quasi in coro) Certamente!

Io: “e tu Andrea, in quante occasioni hai cambiato lavoro nella tua carriera?”

Andrea: “Due”

Io: “e se è lecito, per quali motivi?”

Andrea: “La prima volta ho dovuto cambiare perché mi sono sposato e mi sono dovuto trasferire; la seconda perché l’azienda per cui lavoravo purtroppo ha dovuto chiudere.”

Io: “Mi complimento, Andrea, perché sei sempre riuscito a reagire alle situazioni. Ti posso chiedere di condividere con gli altri le tue sensazioni, le tue emozioni, i tuoi stati d’animo in quei periodi?”

Andrea: (ripercorrendo mentalmente quei momenti e facendosi un po’ serio in viso) “Vi lascio immaginare come in quelle occasioni…”

Anch’io vi lascio immaginare come l’entusiasmo (apparente) di quell’incontro si sia smorzato: ROMPERE IL CERCHIO DEL DEVO (come ho proposto in APRITE QUELLA PORTA!) è un passo indispensabile ma il passo successivo, altrettanto indispensabile, è APRIRE LO SPAZIO DEL VOGLIO!

Questo nuovo spazio del VOGLIO non ha confini e i vincoli a priori e, soprattutto, ricava dalle risorse personali di ciascuno tutta l’energia necessaria per perseverare verso i propri OBIETTIVI FINALI (IL DUBBIO SIGNIFICATO DEGLI OBIETTIVI). L’energia per il cambiamento fornita dall’esterno, e alcune organizzazioni utilizzano questa metodologia, è sicuramente utile ma si esaurisce rapidamente e deve essere costantemente rinforzata. Inoltre, non crea esperienza e quindi non diventa strumento per le persone interessate che, al contrario, spesso possono sentire nel tempo il sapore della frustrazione poiché non riescono a essere autonome nella crescita.

Per gli imprenditori che vogliono far crescere la loro azienda, così come per chi lo faccia a titolo personale, si tratta quindi di VOLER FARE PROPRIO UN METODO che consenta a ciascuno di affrontare consapevolmente in prima persona l’ampia gamma delle sue possibilità di cambiamento e non doversi limitare agli input, ai vincoli, agli obiettivi che gli vengono proposti dall’esterno.

A proposito, alla fine dell’incontro Paolo mi si è avvicinato è in confidenza, anche se molti altri lì attorno, apparentemente presi da altre chiacchiere, mi ha detto:

Paolo: “Io vorrei cambiare, ma è faticoso e ogni volta ricado nelle vecchie abitudini e ho scarsi risultati. Cosa devo fare?”

Io: “Caro Paolo è molto positivo che tu abbia ancora il desiderio di affrontare il cambiamento e allora per risponderti ti porto l’esempio delle mie molte esperienze nello sviluppo dei sistemi qualità in azienda (ISO-9001). Perché siano efficaci si individuano i propri particolari processi e si attivano dei meccanismi di osservazione continua che, a fronte di ogni “non conformità”, innescano un processo di analisi e scelta di quale cambiamento mettere in atto per migliorare. E in questo meccanismo esiste una regola fondamentale: Controllato e Controllore NON POSSONO ESSERE LA STESSA PERSONA”, perché la tendenza all’indulgenza verso se stessi è sempre in agguato! Trova una persona di cui ti fidi: un amico, tua moglie, un terzo e fagli valutare con continuità i tuoi progressi.

Paolo ha ringraziato e se ne è andato con la testa un po’ bassa avendo ricevuto un nuovo ulteriore cambiamento da realizzare, ma da lì a poco mentre si usciva dalla riunione ho sentito qualcuno che chiedeva a un altro: “potresti essere il mio controllore nelle prossime settimane?”

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